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The New York Trilogy

“New York è un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine. Per quanto la esplorassi, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città mi lasciava sempre con la sensazione di essermi perduto. Il mondo era fuori di me, mi stava intorno e davanti, e la velocità del suo cambiamento mi rendeva impossibile soffermarmi troppo su qualunque cosa. Nelle camminate più riuscite giungevo a sentirmi in nessun luogo.”

Paul Auster

La Trilogia di New York di Paul Auster ha accompagnato la mia ricerca fin dall’inizio. Parallelamente alla lettura del romanzo, ho compreso come fosse più utile, per il mio approccio, lasciarmi trasportare dal flusso inesauribile delle strade e abbandonare ogni velleità di registrare fedelmente una realtà che cambiava troppo velocemente davanti ai miei occhi e nei miei pensieri.

In una città allucinata, in questo non-luogo percepito nei miei ricordi come un sogno, ogni elemento si trasforma: tutto è interpretabile e misterioso. I luoghi iconici iniziano lentamente a smaterializzarsi, le strade diventano popolate da fantasmi e comparse. Mentre li fotografo, mi rendo conto di essere io stesso una comparsa in questo flusso di energia.

La mia ricerca abbandona così un approccio figurativo per trasformare ciò che esiste ed è reale in qualcosa di più astratto e formale.